Recensione del Libro Porcelain di Moby

Porcelain: Storia della mia vita è questo il titolo del libro biografia di Moby

Porcelain: Storia della mia vita
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Moby è DJ, produttore discografico, cantante, cantautore, fotografo, esponente di prima linea del veganismo e della lotta per i diritti degli animali.

Richard Melville Hall nasce nel 1965 ad Harlem, ed è un lontano discendente dell’autore di “Moby Dick” (di qui il soprannome). 

Moby offre un grandissimo contributo nello sviluppo della musica elettronica dagli inizi degli anni Novanta ad oggi. Moby ha venduto oltre 20 milioni di dischi in tutto il mondo ed è considerato una delle più importanti figure della musica dance contemporanea, contribuendo a portare quel genere di musica ad un pubblico più ampio sia nel Regno Unito che in America.

 

Nella sua ricca carriera, fatta di 15 studio album, tanti remixes e qualche EP, Moby ha toccato uno svariato numero di generi musicali: hardcore techno, breakbeat, elettronica e house music, rock alternativo, elettronica downtempo, ambient e tanti altri.

Il disco simbolo di Moby rimane senza dubbio “Play” del 1999; l’album è rientrato nelle classifiche all’inizio del 2000 diventando un successo inaspettato, producendo otto singoli e vendendo oltre 12 milioni di copie in tutto il mondo.

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Trama del libro Porcelain di Moby

Se c’era uno che difficilmente avrebbe potuto sfondare come DJ e musicista nei club newyorkesi a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta, quello era Moby. Era la New York del Palladium, del Mars, del Limelight e del Twilo, un’epoca edonistica e sfrenata in cui la dance era ancora un fenomeno underground, radicato soprattutto nella comunità operaia afroamericana e latinoamericana.

E poi c’era Moby, che oltre a essere un ragazzino bianco pelle e ossa proveniente dal cuore del Connecticut era un cristiano devoto, vegano e astemio. Non senza complicazioni, Moby trovò la sua strada, una strada accidentata e lastricata di eccessi sciagurati – ma, col senno di poi, anche spassosi – che lo avrebbe portato a un successo quanto mai effimero.

Ecco perché sul volgere del decennio Moby contemplava già la fine, della carriera come di altre dimensioni della sua vita, una sensazione che incanalò in quello che pensava sarebbe stato il suo canto il suo addio, l’album che in realtà era destinato a segnare l’inizio di una nuova e sbalorditiva fase, il mega-bestseller “Play”.

 

Generoso quanto inesorabile nel raccontare un mondo perduto e il ruolo che vi ricopre il suo protagonista, Porcelain” è al contempo il ritratto di una città e di un’epoca e una riflessione sul momento più carico d’ansia della vita di ciascuno di noi, quello in cui siamo soli e scommettiamo su noi stessi senza avere la minima idea di come andrà a finire, con il terrore di essere a un passo dal venire scaraventati fuori dalla porta.

Nel libro viene solo accennato alla creazione dell’album Play, ma il periodo storico precedente è fondamentale per arrivare a capire la nascita di questo progetto. Il periodo che va dal 1997 al 1999 non è infatti stato uno dei più rosei per il musicista.

La perdita di molti amici per via della droga, la morte della madre di tumore ed infine un pubblico svogliato ormai poco interessato alla scena rave dei primi anni ’90 hanno lanciato in Moby un profondo rinnovamento e cambiamento nello stile; con un unico mantra. Divertirsi sempre, anche quando le cose magari non vanno benissimo e credere (in Dio) ed in quello che si fa . Una morale mai banale.

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Porcelain: Storia della mia vita

Autore: Moby
Titolo: Porcelain – Storia della mia vita
Anno di pubblicazione: 2016
Editore: Mondadori Libri S.p.A.
Genere: Autobiografia
Tempo: Dal 1989 al 1999
Tematiche: Vita dell’autore nel periodo della sua a DJ e producer di fama mondiale (1989-1999). Viene anche descritto in maniera molto dettagliata il panorama musicale (e della droga) nell’East Coast durante gli anni ’90.

 

Curiosità dall’autobiografia di Moby

Il producer e DJ Moby ha raccontato la scena dei club negli anni ’90 nella sua autobiografia “Porcelain”

Porcelain di Moby finisce prima dell’uscita di Play, l’album del 1999 che ha venduto milioni di copie rendendo Moby una superstar. Il libro è incentrato sul passaggio dal mettere dischi nei club di New York alla produzione delle sue tracce e diventando celebre nella scena rave.

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I party selvaggi di Moby

Il libro di Moby è pieno di storie folli. Ma c’è un evento che si fa notare più degli altri: un rave organizzato dal DJ Frankie Bones. Moby non dice la location esatta; dice solo che era a Brooklyn alla fine della mappa della linea L grigia. A un certo punto della notte, fa una pausa dalla pista e si fa un giro con gli amici per la fabbrica in cui era organizzata la festa. Trovano un parcheggio pieno di cambio e bulldozer e prendono il controllo di un escavatore per farsi un giretto – un DJ che guida macchine industriale: questo è il vero edonismo.

Il successo di Go

Il primo successo di Moby da solista fu Go del 1991. Non gli ci volle molto per capire che la scena stava cambiando molto velocemente intorno a lui. «Mi sentivo come l’equivalente dei rave di Trotsky, una figura bollita di un’era che ora ufficialmente non era mai esistita,» ha scritto dopo un DJ set andato male. «All’improvviso tutto ha avuto senso: le strozzo monocromatiche, la musica scura e spigolosa, le droghe. Era il loro mondo ora. Io ero educatamente tollerato, ma era il 1993, e io ero un sobrio relitto del 1992».

 

 

Axl Rose incoraggiò Moby di fare uscire Animal Rights

Moby girò le spalle al sound che lo aveva reso famoso quando uscì Animal Rights, un album chitarra-centrico che non regalò al producer nemmeno una hit. Lui stesso ammette: «Ben prima di uscire, Animal Rights aveva fallito.» Ma almeno una rock star apprezzò il coraggio dello sforzo. «Una mattina mi ritrovai un messaggio in segreteria da Axl Rose. Diceva che amava Animal Rights e che stava ascoltando Alone in loop mentre guidava per Los Angeles alle 3 di mattina.»

Animal Rights
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DOVE SI ACQUISTA :

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Il famosissimo brano “Porcelain” pubblicato nel 2000 come estratto dell’album Play (1999), i brani “Honey” “In this world”“Harbour” e “Another Woman” solo per citarne alcuni, le sue continue collaborazioni con artisti eccezionali come Brian Eno, Debbie Harry (Blondie), Sinèad O’Connor, Mylène Farmer, Jean-Michel Jarre , Angie Stone, le sue citazioni di persone famose da Einstein a San Francesco d’Assisi, le sue battaglie per i diritti degli animali, il fare beneficenza, sono tutti passaggi che insieme disegnano il profilo di un grande musicista e di un grande uomo. 

 

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